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Nasce il Centro di Medicina Computazionale in Cardiologia
Febbraio 2014

Una nuova collaborazione CCT - USI spiana la strada alla ricerca per l'individualizzazione delle terapie cardiache.

 

Nel corso della sua ultima seduta di venerdì 14 febbraio il Consiglio dell’USI ha approvato la creazione di un nuovo centro di ricerca: il Center for Computational Medicine in Cardiology (CCMC, Centro di Medicina Computazionale in Cardiologia), che si colloca all’interno dell’Istituto di Scienze Computazionali della Facoltà di scienze informatiche, in collaborazione con il Cardiocentro Ticino.


Il nuovo centro, che avrà la sua sede sul campus universitario di Lugano, si fonda sulla forte collaborazione interdisciplinare in atto da qualche anno tra il prof. Rolf Krause per l’USI e il prof. dr. med Angelo Auricchio per il Cardiocentro Ticino. La missione del nuovo centro è quella di favorire lo sviluppo di nuovi approcci computazionali e nuovi strumenti applicativi al fine di estendere le conoscenze del sistema cardiocircolatorio, migliorando la diagnosi attraverso l'analisi integrata di più fonti di dati nonché personalizzando l’utilizzo di varie terapie cardiologiche, cercando di prevederne l’efficacia a medio e lungo termine.

Secondo il presidente dell’USI Piero Martinoli: “Si tratta di un progetto interdisciplinare, valutato positivamente da cinque esperti internazionali nell’ambito della cardiologia, della medicina computazionale e delle scienze computazionali, i quali hanno concordato sul grande potenziale del progetto, sia per via della competenza dei partecipanti e sia per via le promettenti direzioni di ricerca indicate. L’istituzione di questo centro è un importante segnale di vitalità in un momento difficile per il nostro Cantone: oltre ai risvolti medici e scientifici, sono infatti convinto che la creazione di strutture accademiche di questo tipo possa costituire il miglior volano per il rinnovamento in chiave innovativa del tessuto economico della nostra regione”.

 

“Questo progetto e la ricerca di sinergie sempre più strette con l’USI e con il mondo accademico sono – secondo il prof. dr. med. Tiziano Moccetti direttore medico e scientifico del Cardiocentro Ticino – indicativi del forte impegno che il nostro istituto intende profondere nel settore della ricerca cardiovascolare, anche in virtù degli accordi sottoscritti con l’Università di Zurigo e dell’identità di istituto universitario che quegli accordi hanno conferito al Cardiocentro Ticino. È d’altra parte sempre più chiaro che oggi la partecipazione e lo sviluppo di progetti di ricerca in collaborazione con realtà di primo piano sulla scena nazionale e internazionale sono imprescindibili dall’offerta di eccellenza clinica e medicina di alta specializzazione”.

Per il prof. Rolf Krause “Le opportunità che le scienze computazionali offrono al mondo della ricerca medico-scientifica si fanno sempre più rilevanti: grazie al supercalcolo è infatti possibile “fotografare” con crescente accuratezza le variabili complesse che regolano il funzionamento dell’organismo umano. Partendo da modelli matematici e arrivando ad elaborare simulazioni estremamente dettagliate. Immagini virtuali della realtà, fondamentali per l’implementazione di molte applicazioni importanti per la salute ed il benessere dell’uomo”.

 

“Il nostro obiettivo – sottolinea il prof. dr. med. Angelo Auricchio – è l’individualizzazione delle terapie cardiovascolari. Infatti fino ad oggi, la ricerca sull’efficacia delle varie terapie per le malattie cardiovascolari è stata soprattutto effettuata utilizzando grandi popolazioni di pazienti. Lo svantaggio di questo approccio è la scarsa capacità di predire nel singolo paziente gli effetti di una particolare prescrizione terapeutica. Grazie ai sofisticati algoritmi matematici supportati dalle grandi potenze di calcolo a nostra disposizione, sarà possibile interpretare meglio di quanto si fa fino ad oggi il passato della malattia del paziente, se ne potrà capire il presente ed anticiparne l’evoluzione soprattutto dopo una particolare cura. Infatti oggi siamo in grado di estrarre dalla diagnostica per immagine in maniera sempre più accurata informazioni molto importanti che vengono complementate da informazioni sulle condizioni cliniche paziente; tutte queste servono per creare un modello matematico individuale sul quale applicare virtualmente una terapia e valutarne gli effetti prima ancora che venga applicata nello specifico del paziente”.

Il finanziamento del nuovo centro è reso possibile grazie agli investimenti diretti sia da parte dell’USI che da parte del Cardiocentro Ticino, ma la parte più considerevole dei fondi proviene da tre fondazioni private (Fondazione Theo Ross di Montelera - TRM, Metis Fondazione Sergio Mantegazza, Fondazione Fidinam) e da un’azienda (Schiller SA), oltre che da fondi competitivi vinti grazie a diversi progetti condotti dai due professori. Queste tre forme di finanziamento garantiranno le attività del Centro per il triennio 2014-2016.

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